Tessuti a Orani

Il fascino intramontabile del velluto e dell’orbace

Con le proprie creazioni Sartoria Modolo rende tributo alla tradizione e ai processi di lavorazione artigianale, aggiornandoli secondo le tendenze della moda contemporanea, e utilizzando per i propri abiti esclusivamente i migliori tessuti di Orani e dell’intera Sardegna. Così, il velluto tradizionale del pastore sardo si affianca ad altre tipologie di tessuto, tra cui il velluto seta. Il velluto tradizionale vanta caratteristiche particolari che lo rendono molto resistente, perpetuando il valore della tradizione e offrendo al contempo grande vestibilità e comfort. La passione per questo tessuto è impressa nel DNA di Paolo Modolo, non a caso definito il “re del velluto” per la sua abilità unica nel dare forma a straordinarie creazioni, capaci di valorizzare al meglio la morbidezza, il carattere avvolgente e la resistenza del velluto, simbolo di un’eleganza sobria e vero e proprio marchio di fabbrica dell’atelier.


Il laboratorio-sartoria confeziona un ampio assortimento di abiti su misura per uomo e per donna, scegliendo le selezioni più pregiate di tessuti a Orani ed esportando le proprie creazioni in tutto il mondo, per soddisfare le richieste dei cultori più esigenti della tradizione artigiana e sartoriale. Gli abiti tipici, compreso il caratteristico copricapo detto berrìta e il corpetto, vengono solitamente realizzati in tessuti scuri quali nero o marrone ma su richiesta sono disponibili numerose varianti, a livello cromatico e di foggia sartoriale. Accanto al velluto, il laboratorio confeziona anche abiti in orbace, tessuto tipico filato in Sardegna e prodotto secondo un processo di lavorazione artigianale che impiega la lana di pecora sarda. La lavorazione dell’orbace è molto antica e vede tra le proprie particolarità il processo di follatura che segue la tessitura, mirante a provocare l’infeltrimento del tessuto determinando la produzione di un panno molto robusto e con buone doti di impermeabilità. La compattezza del tessuto è data anche dal particolare processo di follatura tipico della tradizione, che storicamente consisteva nel pestare a piedi nudi il tessuto imbevuto d’acqua o nel sottoporlo a pressione tramite magli movimentati dall’acqua del fiume o del torrente.